<p style="text-align: justify;">A giugno e una parte di luglio del 2007 siamo stati in due Stati dell'America Latina: un viaggio molto lungo che ci ha portato a conoscere anche queste nuove realtà di povertà, tra foreste tropicali, montagne, villaggi sperduti oltre i 3000 metri.<br /><br /> In Guatemala la maggioranza è di un'antica civiltà Maya. La situazione economica della maggior parte della popolazione è difficile:lavorano anche 12 ore nelle piantagioni di caffè, banane, mais, per un salario da fame;  anche la donna è in condizioni difficili e precarie. In Antigua, l'antica capitale Guatemalteca, siamo stati all'ospedale Santo Hermano Pedro, un centro ospedaliero diretto dal fratello Giuseppe Contran, Frate Francescano:qui si offre assistenza sanitaria, cure mediche, operazioni chirurgiche, visite specialistiche, inoltre dà ospitalità ai relitti della società e recupera tossicodipendenti.<br /><br />C'è pure un reparto per chi soffre di patologie mentali, e handicap molto gravi il tutto gratuito, a sostenerlo aiuti umanitari provenienti da gruppi e associazioni internazionali. Molti medici, anche italiani, offrono per un periodo la loro opera gratuita di assistenza, anche chirurgica, portandosi da casa tutto il materiale occorrente. Siamo stati in tanti centri dove si occupano dei bambini, molti abbandonati in tenera età e abbiamo incontrato anche alcune suore italiane che ci hanno detto "Qui la situazione è molto difficile, mancano i mezzi di sostentamento, a malapena riusciamo a fornire il cibo per questi bambini, poi se si ammalano.....? Gli aiuti arrivano con il contagocce, siamo troppo spesso dimenticati".<br /><br />Anche all'Hogar del Nino, che accoglie oltre 500 bambini fra i cinque e i sette anni gestito dalle Missionarie della Divina Redenzione, la situazione economica non è migliore. Ci dicono: "Con molta fatica riusciamo a dare loro un po di alimenti e l'istruzione primaria, ci manca il sostegno finanziario". L'Associazione ha dato un piccolo aiuto per tutti questi urgenti bisogni primari, riservandosi in futuro una partecipazione alle tante necessità conosciute.</p>